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Luglio – agosto 2002 (Londra, Seoul,
Giappone)
Ebbene sí, siamo a Seoul, una città incredibile!
Il clima è veramente caldo ed umido ma, dato che
la temperatura in inverno scenderà fino ad una media
di meno cinque gradi centigradi, non possiamo lamentarci.
Seoul sembra una città molto sicura e la gente è
amichevole. È possible andare in giro una giornata
intera senza vedere un altro occidentale, ce ne sono pochissimi,
ma non è un problema. Durante il volo per venire
qui, per qualche motivo,ci hanno messo in business class,
dove ci hanno servito un pasto di cinque portate ed una
scelta di vini e bevande varie per tutta la durata del viaggio;
insomma, poteva andare peggio.
Seoul è molto vivace, in qualunque zona si vada.
Ogni strada e stradina ha varie bancarelle dove si vendono
cibo e cose varie. Alcuni grandi magazzini restano aperti
fino alle 5 del mattino, ed hanno una banda che suona davanti
all’entrata.
Tutto è organizzato benissimo. La metropolitana è
efficientissima, con televisori sui vagoni e fontane sulle
piattaforme. La rete della metro è molto vasta, ma
facilissima da usare. Nella foto qui sotto potete vedere
Paul e me, con la metropoli nello sfondo.

All
photos by Valeria Lo Iacono & Paul Symonds 2002
Prima che qualcuno ce lo domandi – no – non
abbiamo ancora assaggiato carne di cane, e non credo che
lo faremo. È una specialità ed è
molto difficile trovare un ristorante che la serva; tra
l’altro mangiano solo una particolare razza di cane.
Venerdí scorso, Paul è andato ad Osaka,
in Giappone, per andare all’ambasciata coreana e
richiedere il visto di lavoro. Al suo arrivo all’aeroporto
di Osaka, ha incontrato quattro ragazze, che anche loro
lavoravano in Corea, e dovevano andare all’ambasciata.
Nella foto in basso a sinistra si possono vedere Paul
e le ragazze ad Osaka, ed in basso a destra una bancarella
molto colorata, in un mercato di Seoul.
Qui sotto, potete vedere altri venditori ambulanti.
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È interessante raccontare l’esperienza surreale
di Paul, quando è andato la prima volta a farsi tagliare
i capelli. All’inizio i barbieri sono difficili da
trovare; in giro per la città si vedono spesso dei
cilindri a strisce rosse, bianche e blu. Da noi questo è
il simbolo dei barbieri, ma qui indicano saloni di massaggio
per uomini. Comunque Paul è andato da un normale
parrucchiere. Hanno cominciato col fargli lo shampoo, quindi,
per il taglio, c’era un parrucchiere che gli tagliava
i capelli, ed un altro che stava lì vicino, in piedi,
aspettando per 15 minuti che il primo finisse di tagliare
i capelli a Paul, per togliergli residui di capelli dal
viso. Un’altra sua funzione era quella di raccogliere
il pettine, quando cadeva di mano al parrucchiere principale.
Quando Paul pensava di poter finalmente scappare, gli hanno
fatto un altro shampoo. A quel punto lui pensava che tutto
fosse finito e si stava affrettando a pagare, quando l’hanno
catturato per ritoccare il taglio (sempre con l’assistente
in piedi a guardare). Ci hanno messo mezz’ora a fare
quello che in occidente un barbiere avrebbe fatto in cinque
minuti.
In basso a destra vedete la nostra amica irlandese Helena
e me, nel suo appartamento. Helena è stata gentilissima
ad ospitarci per le prime tre settimane, prima che Paul
trovasse un lavoro ed un alloggio. La foto in basso a destra
immortala Paul, dopo il suo primo famoso taglio dei capelli
in Corea.
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La foto qui sotto mostra la strada su cui dà il
nostro appartamento, nel quartiere vivace ed alla moda
di Gangnam, in cui Paul ha trovato lavoro.

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